Henryk Grossmann – LETTERA A MAX HORKHEIMER

Tratta da Henryk Grossmann, Works, Volume I, Essays and Letters on Economic Theory, Brill, 2019, pp. 427-429. Traduzione in italiano di Rostrum (ottobre 2021). Riproduciamo la nota introduttiva con la quale i compagni della redazione di “Prospettiva Marxista” hanno pubblicato la nostra traduzione sul loro sito.


Pubblichiamo un brano di una lettera di Henryk Grossmann a Max Horkheimer che ci risulta inedita in italiano.

L’autore del celebre Il crollo del capitalismo. La legge dell’accumulazione e del crollo del sistema capitalista, si sofferma, scrivendo ad uno dei maggiori esponenti della Scuola di Francoforte, sulla ricostruzione, nel romanzo di Margaret Mitchell, Via col vento, della società schiavista del Sud degli Stati Uniti ai tempi della guerra civile.

Nella forma agile di un carteggio in cui si alternano vari temi e aspetti di vita privata, e con brevi ma acute annotazioni, Grossmann tocca un tema importante e delicato della storiografia sulla guerra civile e dell’elaborazione della stessa identità collettiva statunitense. La rimozione degli aspetti più crudi della condizione degli schiavi operata nel romanzo è parte a pieno titolo della costruzione di una rappresentazione edulcorata, nobile e nostalgica dei rapporti sociali facenti capo al ceto dei piantatori, un’immagine che ha mantenuto a lungo un posto centrale e prevalente non solo nell’immaginario collettivo americano ma anche in ambiti accademici.

La critica di Grossmann evoca, quindi, questioni di enorme portata, come la memoria del conflitto e dei suoi presupposti nell’istituzione della proprietà privata di esseri umani, l’imbarazzo serpeggiante in quella stessa borghesia uscita rafforzata dalla vittoria sul Sud sia nei confronti del lungo permanere dello schiavismo sia dei caratteri oggettivamente rivoluzionari che la guerra da parte nordista aveva finito per assumere (la borghesia insediatasi poi saldamente al vertice della società nutre regolarmente diffidenza e disagio nei confronti del proprio vigoroso e radicale passato rivoluzionario), la funzionalità del mito sudista e del razzismo nelle dinamiche di conservazione della società divisa in classi. Il libro della Mitchell fu pubblicato nel 1936 e ne fu tratto un celeberrimo colossal, apparso nelle sale nel 1939. Anche nella trasposizione cinematografica sono presenti tutte le contraddizioni e le manipolazioni storiche rilevate nella lettera ad Horkheimer. Da questo punto di vista, tanto il libro di Margaret Mitchell quanto il film diretto da Victor Fleming rimangono una notevole testimonianza dell’enorme, travagliato, lavoro di riscrittura e rielaborazione portato avanti nella società statunitense intorno ad un momento fondativo, drammatico e controverso della propria storia.

Le annotazioni di Grossmann non hanno perso nulla della loro vitalità, semmai – nell’attuale contesto politico americano in cui la memoria dello schiavismo, della guerra civile e della “Reconstruction” è tornata ad essere materia di intenso confronto politico – hanno acquisito un’ulteriore ricchezza di significati e stimoli. […]

La redazione di “Prospettiva Marxista”


25 Maggio 1937. 9 Belsize Avenue. London NW3

Caro Mr Horkheimer! […]

Ho letto il libro della Mitchell, Via col vento, con grande interesse. Costei conosce l’ambiente degli schiavisti e dei proprietari di piantagioni ed ha mostrato correttamente che la sconfitta nella guerra contro gli Yankees ha avuto il significato di una vera e propria rivoluzione sociale per i piantatori. Ciò che ritrae in modo del tutto falso, tuttavia, è la situazione dei neri. Quelli che ritrae sono semplicemente gli schiavi domestici, che sono servitori personali, e anche in questo caso (anche se la situazione di questi neri era migliore) ne ha idealizzato troppo la situazione. La schiavitù demoralizza non solo gli schiavi ma anche i loro padroni. Essa non era così “bella” ovunque, come vorrebbe la Mitchell. Non era così raro che, quando degli ospiti entravano nella casa, per la “buonanotte”, venisse loro offerta non soltanto una candela ma anche un’attraente schiava come espressione di ospitalità…

Ma l’aspetto principale del problema non sono gli schiavi domestici, quanto gli schiavi dei campi. Su questo, la Mitchell non spende una sola parola – se non lo sbiadito ricordo che gli schiavi domestici rifiutavano il lavoro nei campi, sulla base del fatto che non erano “mani da campo”… L’onore del loro rango era ben al di sopra di questo disprezzato livello, disprezzato persino dai neri domestici.

Manca soprattutto qualsiasi accenno all’approvvigionamento di schiavi: il commercio di schiavi e il contrabbando di schiavi con tutti i loro orrori, infine l’allevamento di schiavi. Esistevano fabbriche di allevamento di schiavi, dove gli schiavi venivano prodotti, come oggi si allevano maiali o cavalli nelle fattorie. La dolce Mitchell non dice una parola su tutto questo.

Per non parlare della particolare moralità che la signora Mitchell giustifica: sparare a un vagabondo predone, solo perché aveva l’intenzione di rubare qualcosa. Naturalmente il capitano Butler le dà subito l’assoluzione. Rossella non aveva altra alternativa!

Quando si tratta di mantenere l’elevata posizione sociale di un proprietario, qualsiasi spietatezza è giustificata per evitare di essere declassati!

E questa stessa Rossella, che voleva vendersi per 300 dollari, solo per salvare la sua piantagione, guarda con sdegno la prostituta dai capelli rossi che si vende per salvare la sua nuda vita e quella del suo bambino illegittimo! Il libro è interessante, a tratti eccitante – non ha alcun valore artistico.

Qui ha fatto freddo fino a Pentecoste e ho dovuto ancora accendere il riscaldamento di notte.

Solo negli ultimi tre giorni abbiamo avuto il sole che desideravo tanto!

L’esperimento Blum – anche se non voglio sottovalutare alcuni dei suoi risultati, specialmente la settimana di 40 ore, ha subito un triste, totale crollo. Sarebbe interessante, in particolare, dimostrare il fiasco della teoria del potere d’acquisto. In nessuna parte del mondo la crisi è stata superata per mezzo di aumenti salariali. In realtà i salari sono stati abbassati apertamente (come in Germania) o in forma nascosta – principalmente attraverso la manipolazione del denaro. Blum in seguito è stato anche costretto a ritirare gli aumenti salariali che aveva inizialmente concesso, attraverso la svalutazione del franco.

Dopo queste esperienze, è tempo per la teoria del sottoconsumo di scomparire dalla discussione marxista.

Sarei molto lieto di sentire ancora qualcosa da Lei.

Rimango, con sinceri saluti

il vostro

Henryk Grossman

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