Su segnalazione di un nostro lettore e corrispondente da Cipro e per la sua importanza nella ricostruzione di una prospettiva coerentemente marxista sull’isola, pubblichiamo un breve documento del 1925 dell’allora giovane (e ancora internazionalista) Partito Comunista di Cipro sulla recente proclamazione del governo britannico che rendeva ufficialmente l’isola una colonia della Corona. È opportuno rilevare come, a differenza dello pseudo internazionalismo odierno di tutta una serie di soggettività politiche afferenti all’opportunismo terzomondista, il Partito Comunista di Cipro rivolgesse direttamente e con vigore il suo appello per una comune lotta internazionalista al proletariato della potenza che opprimeva l’isola, la Gran Bretagna, senza peraltro fare concessioni di sorta al nazionalismo della borghesia di casa propria, comprese le sue frazioni di etnia greco-cipriota favorevoli al ricongiungimento con la “madrepatria ellenica”. Testo pubblicato originariamente sulla International Press Correspondence, vol. 5, n. 51, 18 giugno 1925. Traduzione dall’inglese di Rostrum.
Dichiarazione del Partito Comunista di Cipro sull’inaugurazione della Costituzione coloniale dell’isola
Ai lavoratori dell’Inghilterra e al proletariato internazionale!
Il Primo maggio, lo stesso giorno in cui il proletariato di tutto il mondo, sotto la bandiera rossa, ha proclamato ancora una volta le sue giuste rivendicazioni ed ha protestato contro la disonestà e la bassezza dei vari governi fascisti e contro le infinite macchinazioni degli imperialisti, qui a Cipro, in un angolo del Mediterraneo, l’imperialismo inglese, con una “Lettera Patente”, ha dichiarato Cipro colonia, aggiungendo così altri trecentomila operai e contadini ai milioni di popoli colonizzati che sono incatenati dietro il suo carro insanguinato.
Questo fatto non è passato inosservato nella stampa borghese di Londra, che si è affrettata a pronunciarsi ed a commentarlo in accordo con gli interessi dei suoi padroni. Molti giornali erano pieni di elogi per il nuovo cambiamento politico nell’isola, che conferiva maggiori libertà al Paese, mentre altri, ispirati dal Ministero degli Esteri greco, proclamavano a gran voce che era dovere dell’Inghilterra cedere l’isola alla Grecia, in accordo con il ben noto desiderio dei suoi abitanti.
Lavoratori inglesi!
Proletari di tutto il mondo!
Il Partito Comunista di Cipro, unico sincero difensore dei reali interessi degli abitanti di questa misera isola, è costretto a rivolgersi a voi per protestare da un lato contro le menzogne della [borghesia inglese], che ha sempre giustificato il proprio ingiusto dominio sull’isola, e dall’altro contro le menzogne della stampa borghese, che è sempre stata abituata ad offuscare la verità cercando di travisare le reali aspirazioni dei popoli schiavizzati.
L’Inghilterra imperialista, che è sempre stata estremamente cauta nel nascondere ai popoli che ha schiavizzato i suoi veri piani di sfruttamento concedendo loro finte pseudo-libertà, ha giocato lo stesso gioco a Cipro, poiché il famoso Consiglio Legislativo istituito nel 1878 non era altro che un burattino nelle mani di una cricca governativa astuta e immorale.
I rappresentanti debitamente eletti che facevano parte di questo Consiglio Legislativo non avevano alcun potere legislativo reale, poiché tutto dipendeva interamente dai capricci e dalla sconfinata ignoranza del Colonial Office, che aveva un solo obiettivo: succhiare dal sangue del Paese il vergognoso tributo di 92.000 sterline, una quota del debito turco, nel totale disprezzo della miseria prevalente presso il popolo sofferente.
Questa era la situazione fino al 15 maggio di quest’anno. Esaminiamo ora quali sono le libertà così gentilmente concesse insieme alla nostra colonizzazione ufficiale.
È assolutamente assurdo ed un abuso di linguaggio parlare di libertà! L’aumento dei seggi dei nativi nel Consiglio Legislativo da 12 a 15, che è stato propagandato in tutto il mondo come una magnifica concessione di ulteriori libertà alla popolazione di Cipro, è semplicemente un’amara presa in giro, poiché il numero dei parassiti ufficiali è stato contemporaneamente aumentato da 6 a 9, in modo da mantenere lo stesso rapporto. Non è stato apportato nessun altro cambiamento. E che dire della quota del debito turco di 92.000 sterline? Questo continua a essere un pesante fardello sulle spalle di un popolo che soffre da tempo, in un momento in cui la crisi finanziaria dell’isola è riconosciuta come senza precedenti. Cipro non è forse diventata una colonia? Con quale diritto si esige il pagamento di questo tributo barbaro e disumano, quando non esiste un debito reale nei confronti della Turchia?
Si può solo definire come un’oppressione dei popoli deboli da parte del capitalismo. Il Tesoro inglese ritiene necessario riempire le sue enormi casse per mantenere quel guardiano invincibile che è la flotta inglese. Alla sua amministrazione non interessa se questo denaro viene strappato a contadini affamati, vestiti di stracci, che, impossibilitati a guadagnarsi il pane quotidiano, sono costretti a nutrirsi di radici e vecchie erbe.
Ma noi non protestiamo solo contro il perpetuarsi del giogo straniero, protestiamo anche contro il clero e contro la nostra borghesia che invocano a gran voce l’unione di Cipro con la Grecia. Questa minoranza borghese, composta da usurai e grandi commercianti in stretta collaborazione, lotta con forza per l’unione, poiché vede in questo mezzo un modo più facile per realizzare i suoi piani di sfruttamento dei poveri abitanti dei villaggi e dei contadini poveri dell’isola. Protestiamo con forza contro le aspirazioni nazionali della borghesia che vengono proclamate di tanto in tanto e dichiariamo che i proletari ciprioti e le masse dei contadini ciprioti sono contrari ai sogni nazionali della borghesia, poiché sanno bene che sotto l’unione li attende un nuovo giogo, molto peggiore di quello attuale, una nuova coscrizione e nuovi doveri come guardiamarina sulla costa.
Lavoratori d’Inghilterra!
Gli operai e i contadini di Cipro fanno appello a voi e vi chiedono di sostenere la loro rivendicazione contro la costituzione della loro schiavitù all’imperialismo.
Proletari del mondo!
Il primo maggio, quando i nostri conquistatori proclamavano ufficialmente la nostra condanna a vivere sotto l’imperialismo britannico, i nostri pensieri sono andati a voi, che con le vostre grandi manifestazioni avete dimostrato ancora una volta ai nostri sfruttatori che intendete restare uniti, sempre vigili custodi dei nostri diritti. Abbiamo riposto la nostra fiducia in voi per il raggiungimento della nostra vera libertà, per la nostra autonomia.
Abbasso l’imperialismo!
Viva la liberazione dei popoli! Viva il proletariato internazionale! Viva la rivoluzione sociale internazionale!
Il Comitato Centrale del Partito Comunista di Cipro.
Cipro, maggio 1925.
