Qualcuno, molto lontano da Gaza, direbbe che a Mohammed, che a Gaza ci vive, è sfuggito qualcosa.
Un servizio del 6 marzo su Sky Tg24 Mondo ha documentato un momento della lotta quotidiana per la sopravvivenza a cui è condannato con la propria famiglia.
Mohammed ha subito l’amputazione della gamba destra (facilmente evitabile con cure mediche adeguate, ma il controllo israeliano dei valichi condanna alla morte o all’invalidità migliaia di palestinesi, bambini compresi) e ora deve affrontare il problema della fame. Si reca al mercato accompagnato dal figlio bambino a cui dice «andiamo, prendi per mano le stampelle».
Lo Stato israeliano esercita il suo potere spietato e sanguinario – come lo sono per loro natura sociale e storica tutti i poteri della borghesia e dell’imperialismo – anche allentando o stringendo gradualmente il cappio attorno ai valichi attraverso cui passano le derrate alimentari e gli aiuti umanitari. Intanto i prezzi dei beni primari stanno aumentando vertiginosamente. Mohammed, avendo chiesto il prezzo dei pomodori ad un commerciante, si arrabbia e gli rinfaccia di aver aspettato che il valico chiudesse per rialzare i prezzi. Ad un certo punto esclama: «Che Dio punisca i commercianti!». Dopo anni di guerra, di sfollamento e di disoccupazione (una condizione che evidentemente non interessa allo stesso modo tutta la popolazione palestinese), per Mohammed e per la sua famiglia il costo del cibo è divenuto insostenibile, eppure per alcuni strati della popolazione la fame di chi non ha più nulla da vendere – spesso nemmeno la capacità di lavorare – è un’occasione che non può essere sprecata, un’occasione per speculare.
Mohammed evidentemente non ha letto alcuni testi prodotti da ambienti risolutamente “anti-capitalisti”, “anti-imperialisti” (ma nei fatti anti-marxisti, questa volta senza virgolette) in cui si sostiene che nella Striscia di Gaza non esiste divisione di classe, non c’è borghesia e proletariato ma un popolo indistinto unito nella sua comune e totalmente accomunante condizione di oppressione.
Così, mentre l’imperialismo israeliano fa il suo feroce lavoro di imperialismo e la borghesia in ogni latitudine fa il suo lavoro di classe sfruttatrice, mentre imperano le sacre leggi della merce che uniscono tutte le realtà del capitalismo, Mohammed e tutti proletari e i sottoproletari palestinesi non discutono sulla divisione e sull’oppressione di classe, le vivono.
Prospettiva Marxista – Circolo internazionalista «coalizione operaia»
