PRIMO MAGGIO INTERNAZIONALISTA: PER LA GUERRA DI CLASSE CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA

Pubblichiamo un nostro intervento nel corso del comizio organizzato a Milano dai compagni di Prospettiva Marxista nell’ambito delle iniziative internazionaliste congiunte contro la guerra imperialista russo-ucraina.


In quanto comunisti internazionalisti, non siamo “neneisti” come i pennivendoli borghesi amano definire chiunque non marci al ritmo delle loro grancasse ad un tanto a riga. Siamo, per usare il loro linguaggio pagliaccesco “concontristi”, con la classe operaia internazionale e contro il capitale mondiale e le sue frazioni nazionali: siamo con il proletariato ucraino e russo e contro la borghesia ucraina e russa; con la lotta rivoluzionaria della classe operaia contro l’imperialismo russo, statunitense, cinese, tedesco, mondiale.

Agli intellettuali prezzolati, più o meno di sinistra, che hanno scoperto le virtù del guerriero e che intonano sprezzanti cori contro chi non è disposto a farsi ammaestrare dalle loro lezioncine su morale, onore, coraggio e “lotta per la libertà”, rispondiamo come Liebknecht ai suoi giudici: il vostro onore non è il nostro!

Pacifisti fino a ieri, condannatori professionali di ogni violenza, oggi ringhiano con ferocia persino contro chi ha preso per buone le loro prediche del giorno prima, contro chi, spiazzato da tanto improvviso manicheismo, invoca la “complessità”.

E noi? Noi comunisti internazionalisti?

“Osceni ed immorali” oggi, cadaveri in vacanza domani. Ecco cosa siamo.

Conosciamo, per esperienza storica, la traccia del tema che la borghesia assegna ai suoi pifferai: insulti, dileggio e violenza verbale finché non siamo un pericolo, e, qualora dovessimo diventarlo, sulle colonne dei loro fogliacci scriveranno: uccidete Liebknecht!

Ieri eravamo agenti del Kaiser o della Gestapo, oggi siamo “figli di Putin”, parola dei pronipoti di sua maestà il capitale.

In realtà, possiamo convenire con chi nega la complessità della situazione, e da un certo punto di vista possiamo persino accettare la definizione “neneisti”: in effetti non siamo né pacifisti né neutralisti. Non c’è nulla di complesso in questo. Non crediamo possibile la pace permanente tra gli Stati in regime capitalistico e siamo apertamente schierati, innegabilmente faziosi, ostinatamente di parte, per nulla neutrali in tutte le guerre che la borghesia scatena sempre contro la nostra classe, la classe operaia, ad ogni latitudine e longitudine di questo pianeta. Siamo guerrafondai, bellicisti e interventisti della guerra di classe del proletariato contro la borghesia. Non ammettiamo nessun disarmo o tregua da questa guerra.

In queste settimane ne abbiamo viste di capitolazioni dall’internazionalismo, di ritirate, di armistizi, di “patti di pacificazione”… d’altronde, è nei momenti di sollecitazione storica che i nodi teorici vengono finalmente al pettine. Poco male. Prendiamo nota, misuriamo la distanza, tracciamo dei confini.

Come abbiamo già detto, non si sceglie in quali condizioni essere internazionalisti, né in che modo esserlo. C’è soltanto un modo di essere internazionalisti, prendere o lasciare. Noi e i compagni di Prospettiva Marxista abbiamo fatto la nostra scelta, una scelta di identità, e profonderemo tutto il nostro impegno per esserne all’altezza. La strada è difficile ma è aperta a chiunque voglia intraprenderla senza inventarsi scorciatoie.

Milano, 30 aprile 2022

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