A cura del Circolo internazionalista «coalizione operaia»
«…gli errori possono essere fatali per il proletariato, perché il proletariato è una classe espropriata. La rivoluzione proletaria non è in alcun senso un processo automatico: essa trionferà solamente attraverso un’azione intransigente, un’adesione coraggiosa e implacabile alla lotta di classe e sviluppando la necessaria chiarezza nella comprensione dell’epoca in cui ci troviamo, una comprensione che eviterà gli errori tattici e offrirà al proletariato un programma di azione rivoluzionaria definito e decisivo».
Louis C. Fraina
«L’organo ufficiale dell’Ala Sinistra si chiamava The Revolutionary Age. Questo giornale fornì ai lavoratori americani la prima autentica spiegazione delle dottrine di Lenin e Trotsky. Il suo direttore fu il primo in questo Paese a esporre e diffondere le dottrine dei dirigenti bolscevichi. Per questo motivo, deve essere riconosciuto storicamente come il fondatore del comunismo in America. Questo direttore era un uomo di nome Louis C. Fraina. Il suo cuore non era forte quanto la sua mente. Soccombette nella lotta e si convertì tardivamente alla «democrazia» borghese nel periodo della sua agonia. Ma questa è soltanto una sua personale sventura. Ciò che fece in quei primi tempi conserva tutta la sua validità, e né lui né nessun altro può disfarlo».
James P. Cannon
La scelta di pubblicare per la prima volta in italiano una vasta raccolta di scritti di Louis C. Fraina (a quanto ci consta la più vasta in assoluto) è dettata dalla convinzione che alcune delle riflessioni di Fraina, frutto di un’agile e dialettica capacità di analisi marxista, possiedano ancora grande utilità per una ripresa del movimento rivoluzionario negli Stati Uniti e nel resto del mondo maturato imperialisticamente, per il quale quello americano continua a rappresentare una sorta di canovaccio sociale, politico ed ideologico.

Louis C. Fraina (Galdo, 1892 – New York, 1953)
Emigrato a 5 anni negli Stati Uniti, cresce nell’East Side di New York lavorando fin da giovanissimo come strillone, lustrascarpe e operaio. Lasciata la scuola alla morte del padre, studia da autodidatta e, nel 1909, aderisce dapprima al Socialist Party of America di Eugene Debs e poi al Socialist Labor Party di Daniel De Leon, del quale diventa il principale discepolo intellettuale. Giovanissimo militante e redattore del giornale di partito, segue da vicino le intense lotte del proletariato americano di quegli anni e si avvicina agli IWW, facendosi promotore dell’industrial unionism e individuando nell’operaio unskilled d’industria il nucleo del proletariato rivoluzionario in America. Maturata una rottura politica con De Leon nel 1913, la sua attività politica prosegue come pubblicista presso riviste legate alla sinistra del SPA, per le quali pubblica acute analisi sull’imperialismo e riflessioni teoriche sull’azione politica di massa ispirate alla sinistra rivoluzionaria tedesca e olandese. Internazionalista ostile all’ingresso degli Stati Uniti nella Prima guerra mondiale, nel 1917 rientra nelle file del SPA e viene arrestato durante un comizio antimilitarista. Sostenitore della Rivoluzione d’Ottobre in Russia, nel 1918 cura la prima antologia di scritti di Lenin e di Trotsky pubblicata negli USA. Profondamente influenzato dall’esperienza bolscevica, raccoglie le sue riflessioni nel testo Revolutionary Socialism ed assume un ruolo politico di rilievo nell’Ala Sinistra del SPA. Nel settembre 1919 è tra i fondatori del Communist Party of America. Accusato, nel pieno della Red Scare, di essere una spia da un provocatore stipendiato dal Dipartimento di Giustizia americano, affronta tre processi politici che lo scagionano e viene designato rappresentante del CPA presso il Comintern. Dopo una serie di colloqui con Lenin, partecipa al II Congresso del Comintern del 1920, dibattendo sulle questioni nazionale e coloniale, sul lavoro sindacale negli USA e facendosi promotore della fusione del CPA con il Communist Labor Party of America, rappresentato in quell’assise da John Reed. Inviato in missione politica in Messico e amareggiato dalla sfiducia che lo circonda nel movimento americano che ha contribuito a costruire, nel 1922 si dimette dal partito. Ritiratosi dalla militanza politica, si costruisce una carriera accademica con il nome di Lewis Corey. Ancora marxista negli anni Trenta, nel 1934 pubblica The Decline of American Capitalism. Disorientato dallo stalinismo, di cui non individua la natura controrivoluzionaria, nei primi anni Quaranta rinnega il marxismo precipitando nell’anticomunismo.
Indice del volume
Aprile 2026, Serie blu, 730 pagine, brossura.
Contributo politico consigliato 25 euro più spese di spedizione
Per info e richieste:
coalizioneoperaia.com
movireal@outlook.it
