L’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO E LA GUERRA IMPERIALISTA

Testo pubblicato come postfazione all’antologia Bagliori nella notte. La Seconda guerra mondiale e gli internazionalisti del «Terzo Fronte», Movimento Reale, Roma, 2023.


Nel corso della Seconda guerra mondiale, per le minoranze internazionaliste autenticamente rivoluzionarie che provenivano direttamente dall’esperienza delle lotte rivoluzionarie in Russia e per quelle di tutto il mondo che si erano entusiasticamente identificate con queste lotte, la strada di una politica di classe che tenesse conto della controrivoluzione senza per questo abbandonare la prospettiva rivoluzionaria e senza gettare nella pattumiera della storia l’intero portato di esperienze e di insegnamenti positivi della Rivoluzione d’ottobre, era innegabilmente accidentata, ingombra di ostacoli materiali, teorici, sentimentali.

Non si tratta tanto di un rimprovero ad esperienze alle quali ci riferiamo come a carne della nostra carne e a sangue del nostro sangue, quanto della constatazione di fatto di un ritardo che non siamo in grado di stabilire in che misura potesse essere evitato, nelle circostanze storicamente inedite di un grandioso movimento rivoluzionario – la Rivoluzione d’ottobre – che era stato rapidamente schiacciato da una controrivoluzione che si presentava sotto le mentite spoglie della continuità con un vittorioso assalto al cielo.

Lo studio di questo ritardo e delle sue cause è di fondamentale importanza non tanto per stabilire cosa si dovesse fare, ma cosa le minoranze rivoluzionarie non dovranno fare in base alle precedenti esperienze del movimento operaio, accumulate, vagliate, assimilate. Non nel fatuo convincimento che si possa stabilire un formulario miracoloso che consenta di evitare gli errori, ma nella certezza di ripartire, grazie alla comprensione e all’applicazione del metodo marxista, da un gradino più in alto degli errori di chi ci ha preceduto. Un metodo in grado di fornire una serie di coordinate per la navigazione, legate alla bussola del punto di vista di classe; un metodo in grado di tracciare le linee generali entro le quali affrontare configurazioni analoghe che si dovessero ripresentare in futuro, ma anche e soprattutto di comprendere ciò che in una formazione sociale lega il mutevole al costante, di cogliere l’inedito e di sapersi rapportare ad esso per cercare di trasformare la prossima crisi mondiale del capitalismo non più nell’ennesima occasione perduta e in un ulteriore bagno di giovinezza per il capitalismo – oppure, nella più probabile comune rovina delle classi in lotta determinata dalla distruzione delle condizioni di esistenza della nostra specie – ma nel crollo del capitalismo, nella rivoluzione internazionale del proletariato per il comunismo.


Indice del volume

Maggio 2025, opuscolo, 140 pagine.

Contributo politico consigliato 5 euro più spese di spedizione

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