A cura di Prospettiva Marxista e del Circolo internazionalista «coalizione operaia»
«Si può certamente affermare che l’unica classe che rimase completamente estranea alla rivoluzione cinese fu proprio la classe operaia.»
«La dinamica del capitalismo ha confermato ancora una volta che la borghesia in una determinata fase di sviluppo diventa “superflua” al capitalismo stesso diffondendo sempre più il “parassitismo”. “Superflua” nel senso marxiano, significa che all’interno della società capitalista è maturata la scissione tra proprietà e controllo del capitale. E questo non vuol dire che la borghesia, come classe, non è più dominante e lo Stato non è più lo Stato della borghesia. Vuol dire che la politica dello Stato, espressa nella sua diplomazia e azione politico-economica, può conseguire una certa autonomia in relazione a particolari interessi privati, può ergersi contro di loro o attuare politiche che essi momentaneamente non approvano, ma ciò non confuta affatto la tesi che lo Stato sia ancorato ai rapporti di classe esistenti nella società, cioè ai rapporti di produzione fondamentali.»
«…i rapporti di produzione fondamentali della società cinese non sono mai usciti dai rapporti capitalistici di produzione.»
Arturo Peregalli
A cinquant’anni dalla sua prima edizione (1976), torna l’analisi con cui Arturo Peregalli smonta il mito del “socialismo” cinese. Con gli strumenti del marxismo rivoluzionario, e nel solco di Lenin, l’autore mostra come la rivoluzione del 1949 non sia stata il trionfo del proletariato, ma una rivoluzione nazionale borghese vinta grazie alla massa d’urto contadina e in seguito alla catastrofica sconfitta della classe operaia cinese meno di un ventennio prima; come lo Stato si sia fatto agente dell’accumulazione del capitale e come Mao non sia stato l’antitesi di Stalin, bensì il suo omologo, il “timoniere” della Cina verso la modernità capitalistica. Introduzione alla storia della Cina resta, ancora oggi, una preziosa bussola per leggere l’ascesa di Pechino a potenza dell’imperialismo.

Arturo Peregalli (Rogolo, 1948 – Milano, 2001)
Figlio di un operaio valtellinese trasferitosi con la famiglia a Milano, si formò politicamente nel solco della Sinistra comunista italiana. Impiegato dal 1971 alla Biblioteca Nazionale Braidense e redattore insieme a Bruno Fortichiari del bollettino Iniziativa Comunista – Livorno ‘21, condusse numerosi e importanti studi come storico militante del movimento operaio e rivoluzionario. Tra i suoi principali lavori, oltre all’opera prima Introduzione alla Storia della Cina, figurano Il comunismo di sinistra e Gramsci (1978); Il patto Hitler-Stalin e la spartizione della Polonia (1989); L’URSS e i teorici del capitalismo di Stato (con Riccardo Tacchinardi, 1990); L’altra Resistenza. Il PCI e le opposizioni di sinistra 1943-1945 (1991); Stalinismo. Nascita e affermazione di un regime (1993) e, con Sandro Saggioro, Amadeo Bordiga. La sconfitta e gli anni oscuri (1926-1945) (1998). La sua prematura scomparsa nel 2001 lascia incompiuto il testo Contro venti e maree, una ricerca sulle minoranze coerentemente marxiste di fronte al secondo conflitto imperialistico mondiale, al cui piano d’opera si ricollega idealmente il volume antologico Bagliori nella notte. La Seconda guerra mondiale e gli internazionalisti del «Terzo Fronte» (2023).
Indice del volume
Luglio 2026, Serie blu, 290 pagine, brossura.
Contributo politico consigliato 15 euro più spese di spedizione
ISBN 979-12-210-9407-7
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